Turismo · Parità di genere · 2026

Gender pay gap nel turismo: i numeri, le cause e cosa cambia nel 2026

Le donne sono la maggioranza assoluta della forza lavoro nel settore turistico. Eppure guadagnano meno, avanzano meno, dirigono meno. Ecco i dati e cosa impone la nuova normativa.

📅 Aggiornato maggio 2026 ⏱ Lettura 7 min 📋 Fonti: UNWTO, WTTC, INPS, Eurostat
14,7%
In meno guadagnano le donne nel turismo a parità di ruolo
Fonte: UNWTO
61%
Della forza lavoro nel settore ospitalità è femminile
Fonte: UNWTO
7%
Solo il 7% dei CEO nel turismo leisure è donna
Fonte: WTTC 2023
20%
Il divario medio complessivo sugli stipendi giornalieri in Italia
Fonte: INPS 2024
47,2%
Il gap pensionistico di genere nel commercio e turismo
Fonte: INPS 2024

Il paradosso del turismo: tante donne, poca parità

Il settore turistico e dell'ospitalità è uno dei più femminilizzati dell'economia. Secondo l'Organizzazione Mondiale del Turismo, le donne rappresentano il 61% della forza lavoro nell'ospitalità e il 64% tra agenzie di viaggio e tour operator. Eppure, proprio in questo settore, il divario retributivo di genere è tra i più persistenti.

A parità di ruolo, una donna nel turismo guadagna in media il 14,7% in meno di un collega uomo. Il dato è dell'UNWTO ed è considerato strutturale, non congiunturale: resiste ai contratti collettivi, ai rinnovi contrattuali, alle dichiarazioni di principio.

📊 Il dato più emblematico
Nel 2023, secondo il World Travel & Tourism Council, solo il 7% dei ruoli di CEO nel settore leisure era ricoperto da donne. Il top management si fermava al 22%, il senior management al 33%. In pratica, una donna ogni 15 arriva a un ruolo dirigenziale.

Perché esiste questo divario nel turismo

Il gender pay gap nel turismo non è casuale. È il risultato di meccanismi strutturali che si sommano:

1. Segregazione verticale

Le donne si concentrano nei livelli bassi e medi dell'organizzazione — front desk, housekeeping, sala, amministrazione — mentre i ruoli apicali (direttore di struttura, chef executive, revenue manager) restano a prevalenza maschile. Salire nella gerarchia è più difficile e meno frequente.

2. Le componenti variabili premiano chi lavora di notte e nei festivi

Nel CCNL Turismo Confcommercio e nel CCNL Campeggi e Villaggi Turistici, una parte significativa della retribuzione è variabile: turni notturni, lavoro festivo, straordinari. Storicamente questi turni vengono assegnati più frequentemente agli uomini. Il risultato è che anche a parità di inquadramento contrattuale, la busta paga finale diverge.

3. Il part-time è prevalentemente femminile

Nel turismo stagionale — campeggi, villaggi, hotel balneari — il ricorso al part-time è elevato. E il part-time, in Italia, è scelto o subito soprattutto dalle donne per gestire i carichi familiari. Meno ore lavorate significano meno retribuzione, meno contributi, meno TFR accumulato.

4. La carriera si interrompe con la maternità

Il turismo stagionale amplifica un problema già noto: le interruzioni di carriera per maternità coincidono spesso con il picco stagionale, compromettendo continuità e avanzamento. Molte lavoratrici rientrano su posizioni inferiori o con contratti meno favorevoli.

⚠️ L'effetto pensionistico
Secondo il Rendiconto di genere INPS 2024, nel Fondo pensioni lavoratori dipendenti la pensione media mensile femminile è di € 1.047 contro € 1.982 degli uomini: un divario del 47,2%. Nelle pensioni di vecchiaia il gap sale al 44,2%. Il divario retributivo di oggi diventa divario pensionistico di domani.

Ruoli a prevalenza femminile e maschile nel turismo

Capire dove si concentrano i generi è il primo passo per un audit retributivo corretto. Nel settore ricettivo e della ristorazione veneto, la distribuzione tipica è questa:

▲ Prevalenza femminile
  • Receptionist / front desk
  • Housekeeping / camere
  • Amministrazione e contabilità
  • Agenzie di viaggio
  • Animazione
  • Ristorazione (sala, bar)
▲ Prevalenza maschile
  • Direttore di struttura
  • Chef / cuoco di brigata
  • Revenue e yield manager
  • Manutenzione e tecnici
  • Responsabile F&B
  • Barman senior

Questa distribuzione non è necessariamente discriminatoria di per sé, ma il problema emerge quando ruoli a prevalenza femminile vengono sistematicamente inquadrati a livelli inferiori rispetto a ruoli a prevalenza maschile di pari complessità, o quando le progressioni di carriera sono meno frequenti per le donne.

Cosa cambia con la trasparenza salariale 2026

Il decreto legislativo che recepisce la Direttiva UE 2023/970, in vigore dal 7 giugno 2026, introduce strumenti concreti per rendere visibile — e quindi correggibile — il divario retributivo di genere. Per il settore turistico, le ricadute pratiche sono immediate.

ObbligoChiQuando
Fascia retributiva negli annunciTutte le aziendeDal 7 giugno 2026
Criteri retributivi accessibiliTutte le aziendeDal 7 giugno 2026
Diritto di informazione annualeTutte le aziendeDal 7 giugno 2026
Reporting gender pay gap≥ 100 dipendentiDal 7 giugno 2027
Valutazione congiunta gap ≥ 5%≥ 100 dipendentiDal 7 giugno 2027

Per un campeggio o hotel con 30-50 dipendenti, gli obblighi immediati sono due: riscrivere gli annunci di selezione con la fascia retributiva, e prepararsi a rispondere se un dipendente chiede informazioni sui livelli retributivi medi per genere. Per le strutture più grandi, l'urgenza è maggiore: il reporting del 2027 richiede dati puliti da costruire adesso.

Come fare un audit retributivo preventivo nel turismo

Prima che arrivi il 7 giugno 2027, conviene fare un'analisi interna. I passi sono:

  1. Classifica ogni dipendente per genere, categoria contrattuale, livello e mansione effettiva.
  2. Calcola la retribuzione annua lorda totale (base + variabile + benefit) per ogni persona.
  3. Confronta per livello contrattuale: ci sono differenze medie tra uomini e donne con lo stesso livello CCNL?
  4. Analizza le componenti variabili: turni notturni, festivi, straordinari — sono distribuiti equamente tra generi?
  5. Guarda la distribuzione nei quartili: quante donne sono nel quartile retributivo più basso? E in quello più alto?

Se dal calcolo emerge un differenziale medio superiore al 5% non spiegabile da criteri oggettivi (anzianità, mansione, qualifiche), è meglio affrontarlo ora — con calma — che riceverlo come dato da giustificare sotto scadenza davanti alle RSU o all'Ispettorato.

Domande frequenti

Secondo l'Organizzazione Mondiale del Turismo, nel settore dell'ospitalità le donne guadagnano il 14,7% in meno degli uomini anche a parità di ruolo. Le donne rappresentano il 61% della forza lavoro ma solo il 7% dei CEO è donna (dato WTTC 2023).
Le cause principali sono la segregazione verticale (le donne si concentrano nei livelli bassi), la prevalenza del part-time femminile, la scarsa presenza nei ruoli apicali, e le differenze nelle componenti variabili come turni notturni e festivi, storicamente assegnati più spesso agli uomini.
Dal 7 giugno 2026 tutte le aziende devono indicare la fascia retributiva negli annunci di selezione e garantire ai lavoratori l'accesso ai livelli retributivi medi per genere. Le strutture con 100 o più dipendenti dovranno produrre un report sul gender pay gap entro il 7 giugno 2027.
No. L'esonero dal reporting riguarda solo le strutture sotto i 100 dipendenti. Gli obblighi sugli annunci di selezione (fascia retributiva, divieto di chiedere la storia retributiva) e il diritto di informazione annuale dei lavoratori si applicano a tutte le aziende, indipendentemente dalla dimensione.
Scatta una procedura di valutazione congiunta con i rappresentanti dei lavoratori. Se non si trova accordo intervengono Ispettorato del Lavoro e organismi di parità. Per strutture con appalti pubblici o che beneficiano di agevolazioni, le sanzioni possono avere ricadute anche sul piano commerciale.

Studio Baroldi – Consulenti del Lavoro

Ragionieri commercialisti, consulenti del lavoro e revisori legali dal 1980. Specializzati nel settore turistico e ricettivo. Operativi a Venezia, Jesolo, Cavallino-Treporti e in tutta la provincia veneziana.

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